La chirurgia estetica è sempre inutile? Apriamo gli occhi!

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Il Dott Paolo Montemurro, specialista in Chirurgia Plastica, ci parla di come la chirurgia estetica possa in molti casi riuscire a migliorare la qualità di vita di chi vi si sottopone.

Non tutta la chirurgia estetica vien per nuocere. Parafrasando un famoso detto popolare, abbiamo colto l´occasione per incontrare il Dott Paolo Montemurro, chirurgo plastico presso la Clinica Isber di Varese, per approfondire un argomento molto dibattuto al giorno d´oggi: la chirurgia estetica è davvero superficiale e inutile?

A partire dagli anni ‘2000, la chirurgia estetica è sempre stata considerata accessibile solamente a chi poteva permetterselo e un vero e proprio vezzo dei ricchi. Ancora oggi, questa concezione è molto diffusa. Ma come potrebbe non esserlo? Donne e ragazze si presentano sulle TV nazionali oppure dominano i social media con labbroni e seni giganteschi imponendo un canone di bellezza che, purtroppo, intercetta spesso l’interesse di questa o quella ragazzina infatuata dal desiderio di “diventare come loro”.

Ci sono persone che spendono una fortuna per rifarsi i lineamenti del viso oppure alcune parti del corpo. Ma a cosa serve una “bellezza” così di plastica e artificiale? “Questo tipo di interventi chirurgici sono inutili e dannosi – ci spiega il Dott Montemurro – non si dovrebbe mai passare il limite. Bisogna essere più gentili con il proprio corpo e il cambiamento che si cerca non puó e non deve essere cosí drastico”.

“Personalmente – continua il dottore – mi sono sempre battuto contro questa classica accezione di chirurgia estetica”. Che effettivamente, ormai sembra quasi anacronistica. In un mondo che è sempre più orientato ad abbracciare (per fortuna!) le imperfezioni proprie dell’essere umano, la chirurgia estetica volta a sottolineare in maniera innaturale le forme del corpo femminile sta lasciando spazio ad un altro tipo di approccio.

Sebbene la chirurgia estetica “buona” sia ancora un argomento poco diffuso da media e altri canali di comunicazione, semplicemente perché un corpo ben proporzionato e naturale fa meno notizia e scalpore di un corpo deformato dal bisturi, una fetta sempre maggiore di popolazione si sta accorgendo di come gli interventi chirurgici di questo tipo possano dare sollievo alle persone.

Per capire come questo approccio può avere degli effetti benefici, si possono sottolineare due esempi in particolare: una donna che ha avuto piú gravidanze oppure un individuo, uomo o donna che sia, che ha perso molti chili a fronte di una dieta.

In entrambe queste situazioni, i loro corpi possono essere letteralmente sformati da questi avvenimenti. E sebbene sia facile e semplicistico affermare che “bisogna sapersi accettare”, la realtá è che spesso non è facile per una giovane donna vedere il proprio corpo completamente trasformato fino a non riconoscerlo piú. Insomma, non tutti si sentono a loro agio con un corpo che cambia, spesso per eventi non strettamente correlati all’adozione di comportamenti sbagliati.

“Ciò causa dei malesseri interni – continua il Dott Montemurro dal suo studio di Varese – che devono essere risolti perché, se portati alla lunga, potrebbero addirittura avere delle serie conseguenze sulla salute mentale della persona. Mi capita infatti spesso di ricevere in studio pazienti sfiduciate che ritrovano il sorriso e la gioia di vivere dopo un intervento”.

Anche lo stesso intervento di mastoplastica additiva, grazie alla quale si potranno aumentare le dimensioni di un seno molto piccolo oppure ridare volume ad un seno svuotato da eventi quali gravidanza e allattamento, riesce spesso ad eliminare quei disagi estetici che possono causare malessere. Sempre però con l’obiettivo di ottenere un risultato naturale e nel rispetto del corpo, in modo da poter veder accresciuti autostima e qualità della vita.

Ed è esattamente così che la chirurgia plastica “buona” interviene a risolvere queste situazioni, con l’obiettivo cioè di migliorare non solo l’aspetto fisico del paziente, ma di avere delle conseguenze positive anche sul benessere psicologico dell’individuo. Con un unico, sebbene impegnativo, intervento chirurgico è infatti possibile vivere una nuova vita e superare gli eventi avversi che questa, volente o nolente, ci pone davanti.

Insomma, chirurgia estetica sì ma che sia utilizzata con consapevolezza e per la giusta causa. “Seppure si parli di procedure volte a modificare l’aspetto fisico – conclude il Dott. Montemurro – queste modifiche devono essere sempre portate nel rispetto delle proporzioni corporee e senza “sconvolgere” le fattezze fisiche e i lineamenti di chi vi si sottopone. La bellezza ha infatti dei canoni che si basano sull’aspetto naturale, il raggiungimento del quale dovrebbe sempre essere il fine ultimo di questo genere di interventi. Per questo motivo, il mio motto è: migliorare senza trasformare”.

Fortunatamente, esistono molti chirurghi plastici che lavorano in maniera seria, discostandosi dai canoni distorti che ci propongono i media. Le persone sono stanche di canoni di bellezza “drogati” da personaggi gonfi oltremodo, anche del proprio ego.

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Per alcune illuminanti considerazioni di questo articolo, ringraziamo il Dott. Paolo Montemurro, specialista in Chirurgia Plastica, ricostruttiva ed estetica. Il dottore riceve e opera presso la Clinica Isber di Varese, via Sonzini 8. Per prenotare un appuntamento è possibile chiamare lo 0332 242971. Tutte le info su:

www.paolomontemurro.com

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